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lunedì 6 gennaio 2014

L'aneurisma


La malattia di Pierluigi Bersani mi sembra metafora della vita del suo partito: un corpo appesantito, cuore e cervello in sofferenza, la nausea (e non c'è bisogno di scriverlo con la maiuscola per capire che si tratta di malessere esistenziale), l'aneurisma.
A Bersani - non per buonismo, ma perché mi ostino a volerlo considerare nonostante tutto, per quanto annacquato, un compagno (appellativo che non mi sentirei di attribuire ad altri suoi coevi politici, tipo Miss Appalto coniugale, venuti dal Pci e approdati alla peggior Dc) - auguro che tutto vada per il meglio, che si riprenda e che non abbia conseguenze. L'aneurisma gliel'hanno tolto, ha già visto la moglie e le figlie, ci ha parlato e sembrano tutti segnali positivi.
Impossibile mi sembra per il suo partito: lì l'aneurisma l'hanno fatto segretario. E l'aneurisma è così, ti cova dentro e colpisce alla cieca: dopo il "Fassina chi?", "Avanti il prossimo". Eccolo accontentato. A questo punto, impossibile rimuoverlo, impossibile che si riassorba da solo. Quello che posso augurare al Pd è che esploda presto. Che quelli che lì dentro si sentono ancora di sinistra ma non sono riusciti a liberarsi dall'incantesimo - per abitudine, per ignavia, per convenienza, per vigliaccheria - abbiano un sussulto di dignità. Vuole restare un uomo solo al comando? Che lo accontentino: se l'aneurisma non si può rimuovere, siano loro a rimuoversi dall'aneurisma, per il bene del Paese.

domenica 21 aprile 2013

Solipsismo democratico

I dirigenti del Pd usano Facebook come i cani usano la strada: si fermano, depositano la loro cacca e se ne vanno, come se la cosa non li riguardasse più. Ho fatto un giro per i loro profili - Finocchiaro, Bersani, Letta, Franceschini - e la sonata è sempre la stessa, di una monotonia e di un'inutilità incommensurabili: scrivono (loro o chi è pagato da loro per prostituire il proprio cervello) una cazzata insignificante e se ne vanno, dimenticando che Facebook è un'agorà, un luogo dove ci si incontra e si discute, si interloquisce, accettando anche opinioni contrarie e rispondendo. Loro no: passano, depositano e non si preoccupano nemmeno di vedere di nascosto la puzza che fa. Semplicemente, fascistissimamente, se ne fregano. Del resto, la sintesi l'ha fatta qualche giorno fa la Finocchiaro (non nuova a sortite sprezzanti nei confronti della gente, come quella sulle bidelle) che, di fronte agli elettori del Pd che manifestavano per sostenere la candidatura di Rodotà alla presidenza della Repubblica, infastidita, prima ha chiesto "Non so che cosa vogliano questi signori" e poi, rispondendo a un giornalista che le faceva notare come quella fosse la base, ha aggiunto: "La base? Non l'ho sentita". Non l'ha sentita e non l'ha ascoltata se sulla sua pagina non solo ha scritto una serie di cazzate in fila - "Sono felice per la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica. La sua riconferma al Colle è la certezza che il Paese saprà ritrovare, in questo difficile momento, la strada per quella rinascita che merita. Il suo rigore, la sua autorevolezza e la sua assoluta fedeltà alle istituzioni della democrazia e alla Carta costituzionale costituiscono una garanzia assoluta per tutti gli italiani" -, ma non si è degnata di rispondere neppure ad uno dei commenti. Che, tutti (e i più arrabbiati proprio da parte di ormai ex - per fortuna - elettori del Pd), la invitavano a vergognarsi e ad avere "la decenza di stare zitta", le riconoscevano "di aver sempre avuto una faccia paragonabile al suo fondo schiena, quindi in tutto questo casino, è una di quelle che mi ha stupito meno" e qualcuno evocava Berlinguer che, "a furia di rivoltarsi nella tomba, penso che a quest'ora sia in Australia". Ma lei niente, neppure un movimento involontario di un muscolo facciale. E, anzi, in un altro post solipsista, definisce Giorgio Napolitano "la personalità politica più amata e rispettata dai cittadini italiani", tanto che qualcuno si chiede se sia "completamente fuori di testa" o "completamente distaccata dalla realtà". In un iperuranio senza idee anche Bersani, secondo il quale "l'elezione di Giorgio Napolitano è un risultato davvero eccellente che parla da sé". Esticazzi, verrebbe da dire, se non fosse che a sintetizzare perfettamente ci pensa uno dei tanti post di protesta: "C'ho 40 anni e da 22 voto per voi. Ora basta. Mi avete fatto vergognare delle seguenti cose: 1. Aver convinto amici e colleghi a non disperdere il voto a sinistra. 2. Di essere stato un vostro ingenuo elettore. 3. Di essere italiano. Neanche berlusconi c'era riuscito. Complimenti. Ps. Col c.... che vi rivoto". Eppure, col cazzo che tutti quei "vaffanculo" e "avete la faccia come il culo" li inducano a una seppur fievole forma di autocritica. Sentite Franceschini: "A mangiare in una trattoria. Passano centinaia di grillini che mi vedono, mi filmano, mi insultano. Mi sono scusato con gli altri clienti". E poi l'apoteosi con Letta: "Grazie a Napolitano e al suo senso di servizio alle istituzioni. Ma la vergogna dei traditori di questi giorni è indelebile". Traditori? Chi li accompagna a fare i loro bisogni è pregato di armarsi di paletta e sacchetti e portare via gli escrementi dalla nostra piazza. Il più lontano possibile dalle nostre vite e dal nostro Paese.

giovedì 18 aprile 2013

Franco I e Franco IV

Ma Bersani si è fatto pagare per fare tutto questo oppure, come Bocca di Rosa, lui lo faceva per passione? Ha accusato Ingroia di voler favorire Berlusconi e poi ha fatto fuori Rivoluzione civile e ridato linfa al vecchio pedofilo richiudendosi con lui in uno studio (ovale?) a prendere ordini. Ha accusato Renzi di fare il gioco di Berlusconi ed è finita che oggi Renzi appare molto meno odioso di quanto effettivamente sia e soltanto perché non puoi non dargli ragione quando boccia Marini (e la Finocchiaro) come inciucio. Con Grillo non ha voluto nemmeno parlarci e il risultato, oggi, è un comico miliardario (che, comunque, è sempre meglio di un miliardario comico) che fa la figura del grande statista per avere avuto l'intelligenza di appropriarsi di un nome come quello di Rodotà, che era nell'aria e nella rete. E in un colpo solo ha fatto strike, atterrando l'Italia, la democrazia, la (questione) morale, la sinistra, il centrosinistra e il suo partito. Un colpo da maestro, niente da dire. Con la benedizione, naturalmente, di santa romana chiesa. Da Francesco I a Franco I il passo è breve. Ora aspettiamo Franco IV. Ho scritto merda sulla sabbia.

mercoledì 27 marzo 2013

Mistero della fede

Ma che c'è andato a fare Bersani da Bagnasco? Mistero della fede. E' vero che qualche giorno fa aveva detto che ci vorrebbe un governo dei miracoli, ma da qui ad andare direttamente dal capo dei vescovi per chiedergli una raccomandazione molto in alto ne passa. Comunque non è dato sapere cosa si siano detti: le agenzie si sono limitate a comunicarci l'incontro avvenuto; qualcuna si è spinta fino a scrivere che a darne notizia è stato l'ufficio stampa del Pd e qualche altra ci ha comunicato in esclusiva che a chiedere di vedere Bagnasco è stato proprio il presidente del consiglio incaricato. Fine delle trasmissioni e amen, con l'eccezione di Tmnews che - dotata di capacità divinatorie - legge nell'incontro (o auspica?) un'apertura di credito da parte dei vertici cattolici e si spinge perfino a ipotizzare che siano state trattate "tematiche - come la bioetica o il conflitto di interessi - che potrebbero dividere le forze politiche e minare il già precario percorso verso la formazione di un governo". Quindi, ci pare di capire e sintetizzando, salvare il culo a Berlusconi e farlo invece per l'ennesima volta alle donne. Per il resto, dobbiamo arrangiarci da soli nell'interpretazione da dare a quest'incontro. Visto che ha chiesto a cani e porci di entrare a far parte del suo governo, Bersani avrà chiesto anche a Bagnasco di diventare ministro? Lo avrà pregato di convocare lo spirito santo per la procreazione assistita di questo governo? E' andato a promettergli che non solo non chiederanno alla chiesa di pagare l'Imu ma venderanno con l'Unità in allegato l'album delle figurine di Bergoglio e i due volumetti del papa appena tradotti in italiano versando i diritti al Vaticano? E' andato a proporre una partita a poker fra le quattro B, Bersani, Bagnasco, Bergoglio, Berlusconi? Le ipotesi possono essere molteplici, ma certamente nell'elenco non c'è quello delle consultazioni quanto più ampie possibile. Altrimenti perché non ha parlato anche con i musulmani, i testimoni di Geova, gli ortodossi, Margherita Hack in quota atei e Magdi exCristiano Allam in quota ermafroditi della fede (ma pure della politica), Richard Gere in quota Scientology e gli arancioni di Hare Krishna?

lunedì 11 febbraio 2013

Voto utilitaristico

Fra le tante persone incontrate in campagna elettorale - oltre a quelle di destra che definiscono sinistra il Pd (e io, scusate, vorrei chiedere un risarcimento danni, perché o sono loro di sinistra o sono io di sinistra: tutt'e due non è possibile) e a quelle che dicono di non occuparsi di politica e cioè della vita - rilevo una biforcazione quasi schizofrenica fra gli elettori del partito di Bersani. Da un lato ci sono quanti in buona fede ("la base", convinta ancora di votare per il partito erede del Pci) si piegano alla storiella del voto utile: l'ha detto il partito, per loro va bene così. Soffrono, perché glielo leggi in faccia che soffrono e che dell'alleanza con Monti farebbero volentieri a meno, ma obbediscono. Te lo dicono con gli occhi bassi, vergognandosi, ma obbediscono. Poi c'è tutta una schiera di questuanti abituati a non fare la fila all'ufficio comunale, a farsi togliere la multa, a sostenere esami universitari a porte chiuse, a ottenere consulenze a prescindere dalle competenze, a trovare lavoro per "amicizia", ad aggiudicarsi gare d'appalto: clientes per vocazione che per sostenere la bontà del loro voto utile ti aggrediscono e tirano fuori tutta la loro arroganza, convinti come sono di avere diritto ai privilegi. E ancora una volta il problema sta tutto nel grande imbroglio sul significato delle parole inaugurato da Berlusconi trasformando i magistrati in criminali e gli evasori in persone per bene (per non parlare degli eroi di Dell'Utri) e assimilato da una classe politica impastata di berlusconismo, a destra come nel centro-centro che si millanta sinistra. In questo caso, più che di voto utile bisognerebbe parlare di voto utilitaristico. Ma questo richiederebbe una buona dose di onestà intellettuale.

mercoledì 6 febbraio 2013

Il compagno vaselina

Non so se Bersani sia andato a Berlino per farsi dare il permesso di governare, come dicono i giornali di destra, o per farsi dare il via libera come ministro dell'Economia di un governo di massoni e banchieri o ancora per trattare una sorta di tregua su Mps e non finire definitivamente nella merda; certo è che ha confessato. Non soltanto il patto di governo con l'impiegato delle banche, ma il ruolo avuto dal proprio partito durante il primo esecutivo a guida Bce/Fmi e quello che dovrà avere nel prossimo. A Berlino Bersani ha detto: "Monti è arrivato da solo. Era il professor Monti. Non aveva una forza politica né una maggioranza parlamentare. Gliele abbiamo date noi. Noi abbiamo voluto Monti, noi abbiamo affrontato il popolo che ha visto la riforma del lavoro e delle pensioni". Insomma, il compagno Bersani ha ammesso che il suo partito è correo di tutte le misure che hanno ammazzato lavoratori e pensionati e la loro dignità, e ci ha messo il carico spiegando che poi a fare digerire al "popolo" quelle misure è stato appunto il Pd (che insieme al Pdl ha sostenuto il governo tecnicamente di destra) che anche nel prossimo esecutivo dovrà avere questa funzione. Dunque, se non ho capito male e se in Italia due più due fa ancora quattro, Bersani si metterebbe in mezzo fra Monti e "il popolo" e il suo ruolo sarebbe quello di attutire il disagio sociale: In pratica: il compagno ammortizzatore. O il compagno vaselina?

lunedì 30 aprile 2012

La zia ha messo il sale nel caffè

Pierluigi Bersani deve essere molto stanco. Del resto, si sa, i tempi della politica, le riunioni infinite ed estenuanti, i viaggi da una parte all'altra del Paese, ammazzerebbero anche un cavallo. E così si ritrova a fare (e a dire) quelle cose che equivalgono alle azioni delle vecchie zie un po' rinco. Tipo: mettere il sale nel caffè, partire per mettere su un disco di vinile sul piatto del giradischi e infilarlo nel frigorifero, lavarsi le mani e dimenticare di chiudere l'acqua facendo allagare la casa, chiamare i nipoti con i nomi dei figli e i cognati con i nomi dei fratelli, e così via. Sicché lui oggi se n'è andato a Palermo per la campagna elettorale e ha fatto (e detto) una serie di cazzate. Tipo: ha incontrato uno che si chiama Cetto e lo ha chiamato Fabrizio, ha attaccato l'andamento della spesa nazionale "sbarellata" dal centrodestra dimenticando che lui in questo momento sta governando con il centrodestra e con quel centrodestra sta sostenendo un governo di destra che più destra non si può nemmeno col destreggio, ha commemorato Pio La Torre ucciso dalla mafia e ha detto che per dare prospettive alla Sicilia "la strada tracciata è chiara" e vuol dire alleanza con le forze moderate e autonomiste, cioè con l'Mpa, cioè con Raffaele Lombardo indagato per mafia, e così via. Dia retta, onorevole (mi dispiace, ma ho qualche difficoltà a chiamare compagno uno che dice certe cose), lo diciamo per lei, perché ci dispiace vederla in questo stato confusionale: si prenda una pausa, vada in uno di quei centri dove ti rimettono in piedi dopo un esaurimento nervoso, magari le danno pure in mano una bambola da pettinare che serve a scaricare la tensione, e ripassi quando si sarà rilassato. Magari avrà le idee un po' meno confuse.