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domenica 20 luglio 2014

La chiesa si rinnova


Molti anni fa una mia amica, giovane e preparata insegnante di matematica in un istituto di suore, fu licenziata perché le sante donne avevano visto sul giornale locale la sua foto mentre partecipava ad una manifestazione della sinistra extraparlamentare. Vade retro, comunista.
Chissà se anche a lei avevano proposto un percorso di riabilitazione, magari una terapia d'urto tipo elettroshock, affidandone il recupero alle abili mani di democristiani e mafiosi.
Eugenia Libratore (quanta ironia in queste due parole!), madre superiora dell'istituto Sacro cuore di Trento, invece il percorso di riabilitazione, in alternativa al mancato rinnovo del contratto, lo ha proposto a un'insegnante "accusata" di essere lesbica: come si fa con un tossicodipendente in alternativa al carcere, con un alcolista che ha distrutto la vita sua e dei suoi familiari, con chi ha subìto un gravissimo incidente e rischia di restare handicappato per tutta la vita.
E in cosa consisterebbe, di grazia, la riabilitazione dalla lesbitudine? Possiamo ipotizzare il percorso: prima fase, farle vedere foto artistiche di uomini nudi; seconda fase, affidarla a un paio di camionisti lontani da casa da settimane; terza fase, farla scopare tre volte al giorno prima dei pasti da un prete africano. Al termine di un lungo percorso di mesi, come terapia di mantenimento, attaccarla a un librat...pardon: a un vibratore.
A parte che un percorso di riabilitazione, psichiatrico, andrebbe previsto per chi vede le madonne e altri personaggi di fantasia, evidentemente la suora - abituata a democristiani e mafiosi, e in più con l'arroganza di chi può ricattare un lavoratore - era certa che tutto si sarebbe risolto nell'omertà. Invece la prof ha denunciato l'interrogatorio subìto e la ricerca (morbosa?) di dettagli da parte della superiora, sputtanandola.
Ora la santa donna si difende con due motivazioni egualmente ridicole: questioni di bilancio (le lesbiche, si sa, vengono pagate di più delle insegnanti "normali") e poi che, essendo il suo un istituto religioso, lei deve garantire che si seguano i dettami del cattolicesimo. In pratica, dice, a casa mia faccio quello che voglio. Sì, certo, ineccepibile, ma intanto comincia a pagarci l'Imu su quella e su tutte le case che avete in territorio italiano e rinuncia ai contributi pubblici della provincia.
Aspettiamo di sentire una parola chiara di condanna da parte del capo dell'ufficio marketing del Vaticano.
Nell'attesa, mi viene in mente Giorgio Gaber, quando cantava "La chiesa si rinnova": in effetti, una volta discriminavano i comunisti ora emarginano gli omosessuali.

giovedì 27 dicembre 2012

Il femminicidio e le elezioni

Ai governi dei Paesi occidentali che guardano con disprezzo tutto ciò che sta ad est del loro mondo cosiddetto civilizzato dovrebbe fare un qualche effetto - non so: un senso di colpa, una riflessione, un ripensamento, ma sono certa che non accadrà - sapere che in India l'esecutivo ha deciso di trasferire a proprie spese in un ospedale di Singapore, nella speranza che possa guarire (almeno nel fisico) una ragazza ridotta in fin di vita dopo uno stupro di gruppo. Checché ne possa pensare un prete di merda, non se l'era cercata: stava tornando in autobus insieme al fidanzato dopo essere stati al cinema. Ma se un prete di merda può dire certe cose è perché vive in un Paese che per puro calcolo elettoralistico non è disposto a rischiare una crisi diplomatica chiedendo l'arresto di uno psicopatico che istiga alla violenza e al femminicidio (se non sbaglio, il nostro codice penale prevede fino a cinque anni di reclusione per l'istigazione a delinquere). Non ho sentito una sola parola, una sola rimostranza nei confronti di quello Stato che con i suoi pacchetti di voti occupa abusivamente il nostro territorio politico (e che si è limitato a far mettere in ferie per qualche giorno il nazista travestito da parroco) da parte di governanti che hanno solcato i mari pur di far liberare - e poi ricevere con tutti gli onori - due mercenari assassini. Come del resto nell'agendina di fine anno preparata dai banchieri come ennesimo pacco per gli italiani non si trova una sola parola sul femminicidio e la violenza contro le donne in quella mezza paginetta in stile temino scopiazzato delle medie dedicata al genere femminile. In compenso si ribadisce il ruolo della donna come madre e della famiglia (la stessa, immagino, all'interno della quale il più delle volte avvengono i femminicidi) come "cuore pulsante" della società italiana. I colonizzatori d'Oltretevere sapranno come ringraziare.