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sabato 25 luglio 2015

Ti è piaciuto?


Avete presente quei maschi che, un istante dopo il momento culminante del finale travolgente, ti chiedono se ti è piaciuto? Che poi sarebbe come andare in salumeria a comprare le uova e chiedere se sono fresche. E cosa volete che vi risponda il salumaio, che sono quelle avanzate dal comizio di Salvini di tre mesi fa?
Ora, a parte che non è una performance artistica (ma è inutile ripetervelo, tanto non lo capirete mai), se fate quella domanda i casi sono due: o la considerazione che avete di voi stessi e del vostro pisello è ad altezza marciapiedi o la vostra presunzione - e conseguente certezza di meritare un Nobel in scopologia - è al livello della cima dell'Everest. E in ognuno dei due casi dovreste farvi vedere da uno bravo.
Che so, per esempio dagli scienziati dell'American Psychiatric Association che - mutatis mutandis, ma non troppo se ci riflettete bene, perché sempre di prestazioni si tratta e forse di un surrogato di prestazione sessuale - hanno certificato l'esistenza di una malattia, chiamata "Selfitis", e del relativo malato. Psichiatrico. Come dire? Lo sospettavo. Insomma, dicono gli studiosi americani, che di psicopatici se ne intendono - non foss'altro che per la gran quantità di disturbati mentali che dalle parti loro se vanno in giro ad ammazzare la gente -, che se ti fai i selfie non hai tutte le rotelle a posto e manchi di autostima. Oppure, aggiungerei, nei hai troppa. E, come dicevano gli antichi, il troppo stroppia.
Io sarà che sono strana e non mi piace farmi fotografare figuratevi fotografarmi, l'unica cosa simile a un autoscatto che abbia fatto sono le foto alla macchinetta, quelle che servono a rifare i documenti con la faccia di una appena scappata da un manicomio criminale. Quindi questa cosa del selfie non la capisco. Che poi se hai meno di quindici anni e ti fotografi compulsivamente da solo o in compagnia posso anche capire che hai bisogno di conferme o che stai soltanto facendo un gioco con gli amici. Ma se - malgrado i brufoli da quattordicenne macdonaldiano - lo fai a quarant'anni, e per di più guidi un Paese, il sospetto che tu abbia qualche disturbo della personalità mi viene: tipo che sei un serial premier. E che, invece di fottere, preferisci comandare. Non rinunciando, però, a chiedere ogni volta: "Come sono andato? Ti è piaciuto?"

lunedì 15 aprile 2013

Pipì stabile e sicura

Sono sicura che se decidessi di avviare una raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare che ho in mente, ne otterrei una quantità infinita: certamente quelle di tutte le donne alte meno di un metro e sessanta. Una giustissima causa, dal momento che a ciascuna di noi è capitato - senza distinzione di razza, di lingua, di religione o di opinioni politiche - di dover esercitare il diritto costituzionale alla pipì usufruendo delle toilettes di un bar. Ora, il fatto è che già prima (cioè prima che, giustamente, una legge imponesse di adeguare i bagni per i portatori di handicap) eravamo costrette a farla all'impiedi per evidenti ragioni igieniche, ma ora la situazione si è aggravata. Molti proprietari di bar, infatti, per nulla intenzionati a spendere un centesimo in più del minimo indispensabile, non è che hanno aggiunto il wc per i disabili, no: hanno accorpato tutto, eliminando persino la distinzione fra "signore" e "signori", in un unico cesso alto quanto un grattacielo. Con la conseguenza che tutte noi al di sotto (o molto al di sotto, come nel mio caso) del metro e sessanta, non essendo munite di prolunga, oltre che all'impiedi siamo costrette a stare in punta di piedi che non ci riuscirebbe nemmeno Carla Fracci. Risultato? Io faccio un balletto strano: chiedo dove sono le toilettes, entro, constato l'impossibilità di scalare l'Everest, torno sui miei passi, saluto ed esco contorcendomi esattamente come quando ero entrata. Ma dico, già andare in un cesso pubblico non è che sia particolarmente esaltante e ci vai solo se ti scappa, in più ti devono punire? Cos'è, una specie di scuola di sopravvivenza? E alla fine - se sei riuscita a farla in piedi, in punta di piedi e pure facendo centro - cosa vinci, una pipì da seduta sul wc più pulito del mondo? In attesa che qualcuno mi chiarisca qual è il premio, io comincio la mia battaglia: per una pipì stabile e sicura.