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lunedì 23 novembre 2015

Inc. Cool. 8 al quadrato


Ah, va bene. Quand'è così, mi vesto decentemente e mi trucco: un velo di fondotinta e il mascara per rendermi presentabile. Hai visto mai.
Dice l'Ansa che ora mi assumono. Cioè non è che dica proprio così, ma è come se: foto con mimosa d'ordinanza in primo piano, mani femminili che scorrono sulla tastiera di un computer e poi il titolone, grazie al quale la "prima agenzia di informazione multimediale in Italia", come la definisce Wikipedia, supera se stessa e raggiunge i livelli della Stefani. Insomma roba che manco l'Unità sfondata da Matteo Renzi. E meno male che l'argomento li ha costretti a non mettere l'immagine di una donna con il "mocio" in una mano e il secchio nell'altra.
Eccolo il titolo: "Istat: occupazione donne torna al top". Minchia! E com'è che finora non me ne sono accorta? Magari sono solo io che non me ne sono accorta, visto che ormai più che cercare lavoro dovrei cercare pensione. Magari per le trentenni e le quarantenni le cose cominciano a girare per il verso giusto.
Il mio difetto però è che vado oltre il titolo: io ho questo brutto vizio, che gli articoli li leggo. E poi vi vorrei denunciare per abuso della credulità popolare, perché voi lo sapete bene che i più leggono soltanto il titolo.
L'attacco dice che "L'occupazione femminile riaggancia i suoi massimi: torna al 50,9%, valore più alto dall'inizio delle serie (avviate nel '93), toccato solo due volte e mai superato. E' quanto emerge da dati Istat sul secondo trimestre 2015 per la fascia fra i 20 e i 64 anni".
E dov'è la fregatura? Eccola, arriva subito dopo, tanto la plebaglia si è già distratta con altri titoli: "Ma il rialzo è pressoché esclusivamente dovuto alle over-54, su cui ha influito la riforma delle pensioni". Quindi, come direbbe Maurizio Crozza, è un' "Inc. Cool. 8". Al quadrato però: perché non solo non è vero che aumenta il numero delle occupate ma per di più quelle che hanno lavorato una vita e vorrebbero finalmente ritirarsi (magari lasciando il posto a chi ha ancora voglia ed energia) non possono farlo grazie alla legge della madonna piangente Elsa Fornero. Ed è solo grazie a queste, costrette al lavoro come se fosse un ergastolo, se il tasso non si schianta.
Infatti, continuando a leggere, si scopre che in tutto si tratta di poco più del 50% di donne occupate, che è all'incirca la stessa cifra di vent'anni fa, che la percentuale è ben lontana dai "target europei" fissati per il 2020 e da quella attuale degli uomini italiani occupati (oltre il 70%), che le giovani donne - quelle "nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni" - invece che trovarlo il lavoro lo perdono. Però secondo la Stefani, pardon, secondo l'Ansa, "si può dire che si è messa una toppa alla crisi che aveva fermato la crescita dell'occupazione femminile". Come quella che avete messo voi scrivendo cose più o meno corrette sotto un titolo truffaldino.
Matteo Renzi ringrazia. Io intanto mi vado a struccare: la recita è finita.

venerdì 29 agosto 2014

Strike

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Un giorno ti alzi e non trovi più nell'atlante geografico Cannero Riviera, comune di un migliaio di anni e di altrettante anime sul lago Maggiore dove nel XVI secolo si consumò la rivalità fra gli Sforza e i Visconti. Lo cerchi meglio, ma non c'è: non c'è su Google maps, non c'è sul mappamondo, non c'è sul sito della provincia. Semplicemente sparito, cancellato.
L'indomani ti alzi, controlli meglio e Cannero non c'è ma scopri che non c'è più nemmeno Fratte Rosa: 1.011 marchigiani di cui si parla fin dalle guerre puniche. Nel sito del comune, prima che sparisse, si leggeva: "Fratte Rosa è arroccata sulla cima di un colle, in una cornice panoramica tra le più belle della provincia di Pesaro e Urbino, posta a cavaliere tra le medie valli del Cesano e del Metauro". Era arroccata. Poi un giorno ti svegli ed è sparita.
Lo stesso per Fiumara, in provincia di Reggio Calabria: 1.011 abitanti, il feudalesimo che si respira per la strade, unico neo l'aver dato i natali a Mino Reitano. Ma non si può avere tutto dalla vita.
Ecco, immaginateveli così questi comuni da mille abitanti: con i loro cittadini disposti come birilli al bowling. Ogni giorno qualcuno infila le dita nella boccia, la lancia e fa strike: mille persone giù in una botta sola.
Mille persone, un piccolo comune italiano, che ogni giorno - secondo i dati diffusi oggi dall'Istat - perdono il lavoro in Italia. Altro che uscita dalla crisi, elemosine elettorali e rilancio dei consumi. Oggi l'istituto di statistica ci dice come sono andate le cose. Ce lo dice piano piano, con gli zerovirgola e le percentuali, prima di darci il colpo vero: "A luglio gli occupati scendono dello 0,2% rispetto a giugno" - comincia. Poi aggiunge: "in calo di 35mila unità". Alla fine la mazzata, che dà il senso concreto della cosa: "è come se si fossero persi più di mille occupati al giorno".
Mille persone sparite dall'atlante geografico dell'occupazione, dal Google maps del lavoro, dal mappamondo dell'impiego.
Mille giorni aveva chiesto Renzi per far ripartire l'Italia. Al momento si prende mille vittime sacrificali al giorno, mille disoccupati in più al giorno per completare l'opera dei suoi predecessori e radere al suolo il Paese. Continuate così: alla fine non resteranno neanche macerie dalle quali partire per ricostruire. Sarà contento: dopo avere vinto cinquanta milioni alla Ruota della fortuna, ha fatto strike al bowling del lavoro.