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giovedì 26 settembre 2013
Benvenuta, onorevole!
E dunque Jenny Arena si ritrovò deputata. Chi è Jenny Arena? E' una studentessa universitaria di Barrafranca, ultima nella lista dei candidati del Pdl in Sicilia orientale nelle elezioni politiche di febbraio 2013. Non una "nominata", verosimilmente, ma un tappabuchi per riempire la lista. Una signora nessuno, come tanti altri ce ne saranno stati in fondo a tutte le liste di tutti i partiti.
Niente di personale nei confronti della signorina, che potrebbe anche essersi candidata perché ci credeva - per quanto una donna nel Pdl o è una cosa contro natura o è correità -, ma è probabile che fra qualche giorno ce la ritroveremo deputata, pur senza avere il quid (condizione che, del resto, in quel partito dà diritto a sedere sulla poltrona di segretario nazionale, tanto poi chi comanda è quell'altro), come tutti gli altri che erano in fondo alla lista. E che già, probabilmente, scalpitano come cavalli in attesa che deputati e senatori del Pdl si dimettano in massa per protestare contro la decadenza del pregiudicato con l'obiettivo di indurre l'altro loro leader a sciogliere le camere, certi (e come dargli torto se l'alternativa è il Pd?) di vincere le elezioni.
A parte il solito Scilipoti, non ancora "focalizzato sulle dimissioni" (ma come cazzo parli?), che verosimilmente si sta focalizzando sul tariffario, non è detto infatti che tutti si siano candidati con quel partito perché "fedelissimi" a B e a un certo punto è probabile che il meccanismo s'inceppi. Dimessi falchi, colombe, pitonesse, maiali, cagnolini e tutta l'arca di Noè, arriverà il momento in cui qualcuno urlerà "avanti il prossimo!" e nessuno risponderà. Potranno metterci dei mesi a scorrere tutto l'elenco dei primi dei non eletti indisponibili a subentrare, ma vedrete che ne resteranno altrettanti - e senza nemmeno le alte motivazioni scilipotiane (è sufficiente uno stipendio) - che "col cazzo che mi dimetto!" Benvenuta in Parlamento, onorevole Arena.
Si parla per assurdo, ça va sans dire.
lunedì 24 giugno 2013
Assi di mazza
Ma io ormai ho una certa età: tutte queste emozioni in un giorno solo non le posso reggere!
Dunque, andiamo con ordine: 1) a Catania il mio sindaco ha annunciato che istituirà il registro delle unioni civili; 2) a Messina è diventato sindaco l'eroe dei noponti; 3) a Milano il vecchio porco è stato condannato a togliersi dai coglioni.
Sì, lo so: sarebbe stato meglio che il punto 3 avvenisse per via politica ma per il momento non guastatemi la festa.
Anche perché sono state troppo divertenti le dichiarazioni del poker di assi di mazza (non è un refuso: volevo proprio scrivere mazza, singolare), autoproclamatosi difensore d'ufficio.
La Santanché se n'è andata in tribunale, per "guardare in faccia" durante la lettura della sentenza le tre donne che da lì a poco avrebbero sancito la fine della carriera politica e imprenditoriale (titolo Mediaset subito a picco: roba da avere un orgasmo in diretta!) del gran puttaniere. Ha detto che ci voleva essere perché è una donna (sì, anche Crudelia Demon tecnicamente lo è) "che ha fatto tante battaglie per le donne". Come il diritto al tacco 15 o, come suggerisce un mio amico, più silicone per tutte.
La Gelmini - dall'alto della sua competenza giurisprudenziale, certificata da una regione dove l'abilitazione all'esercizio della professione la danno a cani e porci - se l'è presa con il procuratore Bruti Liberati per la sua presenza in aula: "In un processo insolìto, anomàlo e àssurdo, ugualmente insolìta e àssurda è la presenza oggi in aula, in toga, al fianco del pm Sangermano, del capo della procura di Milano, Bruti Liberati", ha dichiarato l'ex ministra dell'Ignoranza sotto l'egìda di un campione di autoprostituzione come il medico omeopata Scilipoti Domenico, ma il suo nome è Mimì. Anche per lui la presenza di Bruti Liberati era "un oscuro presagio" che faceva sospettare "un tentativo di pressione sul Collegio giudicante". Insomma, il procuratore avrebbe potuto telefonare ai giudici e dire loro di condannare il vecchio maniaco perché lontano parente di un suo condomino che gli stava sul cazzo.
E poteva mancare fra i dichiaranti quello che, avendogli già dato (sia pure solo metaforicamente, forse) il culo, qualche giorno fa si è detto pronto a dargli sua moglie? Certo che no. E dunque, eccolo lì il Razzi dalla rima fin troppo ovvia che emette la propria di sentenza: "Lui è innocente, sono tutte fantestorie". Sic. Fantastoria, singolare femminile; fantestorie, plurale femminile. Decisamente singolare.
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