Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post

giovedì 21 settembre 2017

Il partito del fiele

Ma non era meglio quando si menavano fascisti e comunisti? Almeno era nell’ordine naturale delle cose.
Non fraintendetemi: non sto auspicando il ritorno agli scontri e alle teste spaccate. Sto solo dicendo che era più comprensibile. Che c’erano delle passioni, c’era un contesto sociale fortemente politicizzato e la Resistenza era ancora un evento storico vicino a significativo per la maggioranza degli italiani.
Ora no, non lo capisco: non lo capisco perché la gente debba lanciarsi reciprocamente addosso vagonate di odio e di rancore senza una ragione. Perché, ammettiamolo, se la carbonara si fa con la pancetta o con il guanciale non è che sia cosa da determinare i destini del mondo. Se c’è chi preferisce gli aghi da calza all’uncinetto – Kim permettendo – non dovrebbe scoppiare la terza guerra mondiale. Se a una coppia di genitori piace comprare i vestiti uguali alla propria coppia di gemelli e un’altra coppia di genitori invece preferisce distinguerli nell’abbigliamento non è che arriva il meteorite del Buondì e ci carbonizza tutti.
Ma allora perché vi incazzate così? E, soprattutto, perché prendete di mira l’obiettivo sbagliato? Perché siete diventati tutti grillini inside?
Faccio un esempio: qualche giorno fa c’era una lettera a un giornale nella quale una signora lamentava la difficoltà di trascrivere nei registri italiani il doppio cognome, materno e paterno, del figlio nato in America. Lettera pacata, sul cui contenuto puoi essere o non essere d’accordo, ma che non insultava nessuno. Eppure nei commenti gli insultatori seriali si sono scatenati: «problemi inutili; Eh, quando non si hanno problemi veri; si perde tempo a scrivere lettere inutili, gridando contro l’ingiustizia del mondo su questioni di una futilità sconcertante». E così via. Naturalmente, in pieno stile grillista (o salvinista, fate voi), non poteva mancare l’attacco ai giornalisti: «E di chi queste lettere inutili le pubblica, vogliamo parlarne?».
Questo su un giornale, dove peraltro i commenti dovrebbero essere prima esaminati da un moderatore che però a quanto pare preferisce il ruolo di aizzatore.
Per non parlare dei social, dove comanda il partito del fiele e la battaglia politica si fa più aspra non tanto fra fascisti e comunisti, ma fra comunisti e comunisti, gente di sinistra e gente di sinistra (che non vuol dire Pd, è bene ricordarlo), a cui basta un like non gradito a un commento non gradito per iscriverti d’ufficio al partito dei rinnegati, per la felicità del partito dei padroni (che vuol dire Pd, è bene ricordarlo) che gode come un riccio a vederci litigare.
Di questo passo, se io scrivessi in un post che ho le lentiggini qualche picchiatore virtuale obietterebbe, bava alla bocca, che non sono lentiggini ma cacche di mosche, un altro che non è vero che ho le lentiggini e sono una truffatrice perché me le disegno tutte le mattine con la matita, un terzo che sono un’ignorante perché non si chiamano lentiggini ma efelidi, un quarto – se io le avessi chiamate efelidi – che sono una stronza perché uso una parola poco comune per tirarmela e dunque non sono abbastanza comunista.

Di questo passo non si va da nessuna parte. O forse si va verso l’estinzione. E forse non sarebbe male.

sabato 25 aprile 2015

Corso avanzato di pippologia


A Reggio Calabria c'è un consigliere comunale - tal Massimo Ripepi, di Forza Italia - secondo il quale l'adozione nelle scuole italiane del Documento standard europeo per l'educazione sessuale significherebbe introdurre alla "masturbazione infantile precoce" i bambini fra i 4 e i 6 anni.
Insomma, stando alle affermazioni di Ripepi, che finge di ignorare le reali finalità del Documento, sembrerebbe che a breve negli asili e nelle scuole elementari possa essere istituita una specie di corso avanzato di pippologia.
Da qui la stesura di una mozione (peraltro, ma la cosa non ci stupisce, benedetta da quasi tutti i consiglieri del Pd) con la quale lo scandalizzato cattotalebano si oppone "a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia", dove per famiglia intende quella presunta "naturale" fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, che per Ripepi sarebbe "una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi".
Io non vorrei fare la guastafeste, ma vorrei ricordare al devotissimo Ripepi che a volte la famiglia "naturale" è il luogo dove si commettono le peggiori nefandezze. Tanto per dirne una, una delle centinaia che ho sentito e letto negli ultimi mesi, nel mio lavoro preparatorio di un libro sulla violenza contro le donne, mi hanno riferito di un marito che non soltanto ammazzava sistematicamente di botte la moglie, cosa peraltro alquanto diffusa, ma che - parlando della figlia di appena sette anni - annunciava: "Questa la devo sverginare io". Affetti e solidarietà? Valori etici?
Per sostenere i quali valori etici il consigliere forzista nella sua mozione accusa la scuola di "aperta propaganda contro la famiglia naturale" e afferma che "le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli, senza essere costretti a sostenere, direttamente o indirettamente, spese supplementari che impediscano o limitino di fatto tale libertà". In pratica, vorrebbe più soldi per le scuole dei preti. Come se non bastassero quelli già scippati alla scuola pubblica. Che, stando al pio Ripepi, sembrerebbe voler fare diventare tutti omosessuali, "con il pretesto di combattere 'inutili' stereotipi" e per far questo si sarebbe macchiata di un altro grave delitto: al liceo Giulio Cesare di Roma "i professori hanno imposto ad allievi minorenni la lettura di un romanzo, a forte impronta omosessualista, dal titolo 'Sei come sei' della scrittrice Melania Mazzucco (ed. Einaudi), alcuni passi del quale rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico descrivendo fra l’altro, nei dettagli, un rapporto di sesso orale fra due maschi". Mi chiedo: il cattotalebano sarebbe così scandalizzato se il sesso orale fosse avvenuto fra un maschio e una femmina? E poi davvero crede che senza la lettura di quel romanzo i ragazzi non avrebbero mai conosciuto questa pratica? Non vorrei darle un dispiacere, devotissimo consigliere, ma la informo che da qualche anno esiste una cosa che si chiama Internet. E che, non so se gliel'hanno detto (ma sì che gliel'hanno detto: a giudicare dal suo livore, lei dev'essere uno di quelli che predicano bene e smanettano male), da questa si può accedere a un'altra cosa che si chiama Youporn.
E senza nemmeno il filtro di un insegnante che - è questo, credo, il senso del Documento europeo - potrebbe aiutarli a capire e a fare le loro scelte consapevolmente.